Tantissimi sentieri, splendidi boschi, vedute panoramiche: ecco ciò che ci regalerà questa tappa. L’arrivo ad Assisi, città d’arte e culla del francescanesimo e luogo unico al mondo, sarà emozionante in ogni senso. Assisi non finisce mai di stupire, né si finisce mai di scoprirla, specialmente percorrendo le stradine meno battute dai turisti. Per l’importanza dei luoghi da vedere, Assisi non può essere visitata di corsa: fermarsi almeno un giorno è d’obbligo!

Assisi

Ecco alcuni dei luoghi da non perdere nella nostra visita:
Basilica di San Francesco È il primo e il più famoso tra i templi dedicati al Poverello, e consta di due chiese sovrapposte, alla cui decorazione parteciparono i più grandi artisti del XIII e XIV secolo: Cimabue, Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti solo per citare i più famosi. Benché siano impostate su una medesima pianta, le due chiese hanno un diverso misticismo. La chiesa inferiore doveva essere un luogo di profondo raccoglimento e meditazione sulla vita terrena del Santo; quella superiore doveva celebrarne la gloria celeste, in un’atmosfera osannante e gaudiosa. Attraverso l’arte, la devozione per il Poverello d’Assisi ha qui trovato la sua massima espressione.
Basilica di Santa Chiara L’interno ricorda quello della Chiesa superiore di San Francesco ma ha maggiore slancio verso l’alto. Nel braccio destro si apre la Cappella del Crocifisso, dov’è custodito il Crocifisso del XII secolo che nella chiesetta di San Damiano indicò a Francesco la sacra missione della sua vita. Usciti dalla cappella, una scaletta conduce alla cripta dove riposa la “pianticella di Francesco”, come Chiara stessa amava definirsi.
San Rufino Il duomo d’Assisi vanta una tra le più belle facciate dell’Umbria, oltre a una stupenda torre campanaria.
Eremo delle Carceri Posto su una costa del monte Subasio, era il carcer, il ritiro di Francesco e dei suoi compagni. Il luogo solitario, annidato nel bosco, interessò Francesco fin dalla sua ricerca giovanile; subito dopo la conversione, vi fece l’esperienza della vita eremitica.
San Damiano In questa deliziosa chiesetta ci sembra di sentire più che mai vicino il messaggio di Francesco. Sarà per la perfetta armonia fra la semplicità del tempio e quella, eterna, della natura: quel tetto spiovente, le finestre disadorne, l’umile porticato, sembrano voler simboleggiare la virtù che fu più cara al Santo, Madonna Povertà. In quest’umile oratorio, già esistente nel secolo XI, Francesco ricevette dalla voce stessa del crocifisso l’esortazione che gli cambiò la vita: “Va’ Francesco, ripara la mia casa!”. E dal 1212, per più di quarant’anni, vi dimorò Chiara, insieme alla madre e alle numerose compagne.
Basilica di Santa Maria degli Angeli Questo tempio monumentale sorse per la conservazione della chiesetta della Porziuncola, tanto cara a Francesco da volere morire qui.
Santuario di Rivotorto Il piccolo santuario sorge nella campagna assisiate, sull’umile luogo in cui Francesco si ritirò a vivere con i primi compagni.

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