Splendida tappa, che ripercorre l’antica via di collegamento tra la città etrusca di Velzna (Orvieto) e quella romana di Volsinii Novi (Bolsena). A partire da questa tappa si faranno sempre più presenti le testimonianze etrusche: ci abitueremo a muoverci ripercorrendo le loro sorprendenti, affascinanti e direttissime vie.

Bolsena

È una deliziosa cittadina affacciata sulle rive orientali del lago omonimo, in un angolo d’Italia ricco di storia, tradizioni e natura. Le sue origini risalgono al III secolo a.C., quando venne popolata dagli abitanti scampati alla distruzione di Velzna (Orvieto), nota ai romani come Volsinii, una delle più importanti e potenti città etrusche, dalla quale ereditò il nome. Durante il IV secolo d.C., in seguito alle invasioni barbariche, la città venne abbandonata e la comunità andò a insediarsi sulla rupe che ospita il quartiere medievale del Castello.

Il lago di Bolsena è il più grande della regione e ha origine vulcanica: il bacino è formato da una serie di cavità crateriche, la cui cresta emerge in due punti sotto forma di isolette: la Bisentina e la Martana. Grazie alle sue profondità da primato (sino a 350 m), alla scarsa antropizzazione e alle rocce porose capaci di filtraggio, l’acqua è trasparente come in un torrente di montagna: Bolsena si vanta, probabilmente a ragione, d’avere il lago più pulito d’Europa. Il lago presenta un particolare fenomeno, quello delle “sesse”: repentine oscillazioni di livello fino a 30 cm, dovute al vento e alle differenze di pressione atmosferica. Quando ciò avviene, i pescatori dicono che il lago “renfia”, ansima.

Di Volsinii Novi, Bolsena conserva la cinta muraria, alcuni edifici di culto e un anfiteatro. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce l’area del foro, circondato da botteghe e da una grande basilica, insieme ad abitazioni private con affreschi e pavimenti a mosaico. Le rovine si trovano su alcuni pianori con suggestive vedute del lago; ingresso sulla strada per Orvieto, poco dopo il Castello. La Rocca Monaldeschi della Cervara nacque come presidio longobardo per le guarnigioni a difesa del territorio, attualmente accoglie il Museo territoriale del lago di Bolsena.
Il monumento più celebre di Bolsena è senza dubbio la collegiata di Santa Cristina, di epoca romanica (XI secolo), rimaneggiata alla fine del Quattrocento. L’edificio accorpa quattro chiese di epoche diverse. L’ambiente fu testimone nel 1263 del famoso miracolo del Corpus Domini, che ogni anno, nella ricorrenza della festa, viene ricordato da una splendida infiorata e da una solenne processione che si snoda per le vie della città. Non meno importante è la festa di Santa Cristina, il 23 e 24 Luglio, quando nelle piazze della cittadina si mettono in scena i Misteri di santa Cristina, una rappresentazione sacra di origine medievale.
Tra i monumenti, sono inoltre da ricordare il Palazzo del Drago (visite su accordo con il proprietario, tel. 0761-79.93.93); la chiesa di san Francesco del 1290, chiusa al culto e sede del teatro; e il santuario della Madonna del Giglio, che attualmente ospita un’interessante comunità laica di persone che vivono insieme sperimentando la condivisione, il lavoro comune, la semplicità di vita e l’accoglienza.

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