Affrontiamo l’ultima tappa del nostro percorso che ci ha portato ad attraversare la penisola dal mare Adriatico fino alle acque blu cobalto del mar Tirreno. Arrivati ad Ansedonia attraversiamo lo splendido Tombolo della Feniglia per raggiungere la nostra meta finale. A Orbetello, mille e più immagini di questa traversata della Penisola ci affolleranno la mente, non resterà che contemplare lo spettacolo del sole che, al termine del suo viaggio quotidiano dall’Adriatico al Tirreno, affoga nel mare, accendendo di rosso la laguna.
…E non dimenticate la foto di rito sotto il cartello all’ingresso di Orbetello per la nostra “Wall of fame” del C2C!!

Ansedonia

La Tagliata etrusca è in realtà un’opera dell’ingegneria romana del periodo repubblicano. Si tratta di un varco artificiale scavato nella roccia, ideato per evitare l’insabbiamento del porto di Cosa, attraverso un sistema di contro-correnti provenienti dal mare e dal canale emissario del lago di Burano. Questa notevole opera si rese necessaria quando lo Spacco della Regina, una grande fenditura naturale del promontorio soprastante che svolgeva la stessa funzione, si rese inagibile a causa di una frana. Nella zona è degna di nota anche la cinquecentesca torre della Tagliata, nella quale dimorò Giacomo Puccini.

Il Tombolo di Feniglia è un lungo cordone di sabbia che collega il promontorio di Ansedonia al Monte Argentario. Si sviluppa per 6 km di lunghezza e ha una larghezza di appena 600-800 metri. È riserva forestale ed è attraversato da una strada sterrata percorribile unicamente a piedi e in bicicletta. Sulla parte sommitale del promontorio di Ansedonia, in posizione panoramicissima sopra la laguna di Orbetello e l’Argentario, sorge l’importante sito archeologico di Cosa. Aperto nei giorni feriali dalle 8.30 alle 19.30 e in alcuni festivi. Informazioni: tel. 0564-88.14.21.

Orbetello

Sorge nel mezzo dell’omonima laguna ed è unita al monte Argentario da una strada costruita su un terrapieno artificiale, la diga Leopoldiana, che dal 1842 ha diviso l’enorme specchio d’acqua in due lagune: quella di Levante e quella di Ponente. Queste sono a loro volta delimitate verso il mare da due tomboli, il Tombolo della Feniglia e quello della Giannella, caratterizzati da lunghe spiagge sabbiose, pinete e macchia mediterranea. Sulla penisola al centro della laguna su cui oggi sorge la cittadina, fin dall’epoca etrusca esisteva un abitato, i resti delle cui imponenti mura sono tuttora visibili. In seguito alla fondazione di Cosa, l’abitato passò sotto il controllo dei romani.

Nel Medioevo, Orbetello seguì le sorti di gran parte della Maremma, passando alternativamente agli Aldobrandeschi, agli Orsini e poi ai Senesi, che la controllarono fino alla metà del Cinquecento, quando divenne la capitale del minuscolo Stato dei Presidi, creato per volontà del re di Spagna e affidato ai viceré di Napoli. Agli inizi dell’Ottocento, in seguito alla Restaurazione post-napoleonica, entrò a far parte del Granducato di Toscana. Dalla laguna di Orbetello, tra il 1927 e il 1933, Italo Balbo partì per le sue quattro crociere aeree con uno squadrone di idrovolanti.

Il duomo, dedicato all’Assunta, è la chiesa più importante della cittadina lagunare e fu edificato sopra i resti di un tempio etrusco-romano. Altre chiese degne di nota sono la duecentesca Madonna delle Grazie, quella di San Francesco da Paola e la chiesa di San Giuseppe. Sulla centrale piazza Eroe dei Due Mondi, dedicata a Garibaldi, si apre il Palazzo del Podestà, che fu sede del governatore spagnolo dello Stato dei Presidi. La Polveriera Guzman fu costruita nel 1692 all’esterno della cinta muraria, nel 1860 Garibaldi vi si rifornì di armi e munizioni per l’impresa dei Mille. Attualmente ospita il Museo archeologico.

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