Camminando su strade sterrate e tranquille stradine di campagna, attraverseremo trasversalmente la piana Spoletana, passando per piccoli, deliziosi paesi, fino ad arrivare alla meta della nostra tappa.

Cannara

Sorge su una riva del Topino, in una zona anticamente acquitrinosa, di cui danno testimonianza i numerosi canali e lo stesso toponimo, riferito alle canne. Interessanti le testimonianze dell’epoca medievale, durante la quale, in seguito alle bonifiche avviate dai benedettini a partire dal VII sec., venne a definirsi il castrum. Agli inizi del ’200 Cannara è un castello, entro le cui mura rientrano il palazzo della corte e varie chiese, tuttora presenti. È questo il tempo di san Francesco e della sua predicazione: una lunga tradizione orale, arricchita dal ciclo assisiate di affreschi giotteschi e rafforzata da un celebre passo dei Fioretti, identifica in Pian d’Arca, nel territorio di Cannara, il luogo della predica agli uccelli.

Bevagna

Al visitatore attento Bevagna, che è inserita tra i Borghi più belli d’Italia e tra le Bandiere arancioni, offre ricche testimonianze storiche e artistiche, la presenza di una splendida piazza, monumenti di epoca romana e medievale, la genuinità della gente e della cucina.
Piazza Silvestri è il cuore della città e fulcro del suo sviluppo medievale. Ed è uno dei complessi architettonici più suggestivi tra le città umbre. Notevoli la chiesa di San Silvestro (1195), la collegiata di San Michele (sec. XII-XIII), la chiesa dei santi Domenico e Giacomo che sorge su un antico oratorio, e la chiesa di San Francesco, edificata alla fine del XIII sec. nel luogo più alto della città, dove c’era un oratorio e ancor prima un tempio romano: all’interno c’è una pietra sulla quale avrebbe posato i piedi il Poverello durante la predica agli uccelli. Poiché da Bevagna passava l’antica via Flaminia, sono numerose le testimonianze romane. Alcune abitazioni intorno alla chiesa di San Francesco, costruite sopra i resti romani, seguono la curvatura dell’antico teatro. Del tempio sono tuttora visibili i resti nella facciata posteriore della chiesa della Madonna della Neve; mentre del complesso delle terme rimane il frigidarium.

Gualdo Cattaneo

Sorge alle propaggini dei monti Martani, tra la valle Umbra e quella Tiberina. L’anno di fondazione è tradizionalmente indicato nel 975. Il monumento più importante è la rocca Sonora, una fortezza a pianta triangolare con un mastio centrale e due torrioni laterali comunicanti tra loro attraverso un sistema di cunicoli sotterranei. La chiesa dei Santi Antonio e Antonino è del 1260, e nella cripta custodisce le spoglie dei due Santi martiri, insieme a quella del Beato Ugolino. La chiesa di Sant’Agostino, originariamente benedettina, risale al 1136, e conserva una grande Crocifissione del 1482. La chiesa di Sant’Andrea, duecentesca, si trova a ridosso della cinta muraria, dove il sovrapporsi di scalette, viottoli e orti pensili sono testimonianza viva dell’impianto medievale del centro storico. Infine, la chiesa di San Terenziano, è costruita su due livelli: una chiesa inferiore a tre navate, risalente all’XI secolo, e una superiore a una sola navata, del Duecento.
Gualdo Cattaneo è anche rinomato per l’eccellenza dei prodotti della sua terra: l’Olio Dop dei Colli Martani, con bassissima acidità, e il Sagrantino di Montefalco.

EMERGENZA CORONAVIRUS

Se stai programmando di partire per percorrere il cammino Italia coast to coast, verifica con anticipo l’apertura delle ospitalità chiamando le singole strutture e consultando la pagina degli aggiornamenti (trovi tutti i contatti aggiornati sulla guida “Italia Coast to Coast, 3° edizione Terre di mezzo).
La prenotazione è in ogni caso obbligatoria fino a nuove disposizioni.